Associazione Amici di Pisa - I presidenti dell'Associazione degli Amici di Pisa

Alfredo Marcelli

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ALFREDO MARCELLI
Il Primo Presidente dell'Associazione (1959-1963)
 

Presidente Alfredo Marcelli

Foto scattata nel 1957 dal Prof. Antonio Fascetti.
A sinistra, il Maestro Alfredo Marcelli parla con Mario Orsolini, conservatore e salvatore del Museo Civico Pisano.
Sullo sfondo, la facciata della Chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano

Alfredo Marcelli nacque a Pisa nel 1877. Diplomatosi presso l’Istituto Tecnico di Livorno in fisica-matematica, s’iscrisse all’Università di Pisa dove frequentò il primo biennio della facoltà di Matematica e Scienze Naturali; la morte prematura dei genitori lo costrinse ad abbandonare gli studi prediletti ed a conseguire il diploma magistrale. Intraprese così la strada dell’educatore, professione che si rivelerà ben presto una vera e propria vocazione fino ad allora nascosta. Insegnò per molti anni in Maremma a Manciano, paesino allora sperduto in mezzo alle colline che dominano la pianura, dove non sempre la popolazione vedeva di grande utilità la figura del maestro e la necessità di andare a scuola. Il giovane Marcelli non si scoraggiò affatto anzi, le difficoltà contribuivano ad alimentare il suo entusiasmo. Così nel 1910 fondò a Castagneto Carducci la “Mutualità Scolastica” e scrisse un suo libretto di versi oggi introvabile. E’ importante notare come in questo giovane, incline alla fisica ed alla matematica, fosse sbocciato improvvisamente l’estro del poeta. Ciò in una figura fisica che, come testimoni del tempo hanno riportato, faceva pensare ad un cospiratore piuttosto che ad un educatore idealista o ad un romantico scrittore, complice la sua barba nera, il cappello ed i vestiti sempre rigorosamente di colore nero. Il maestro Marcelli, che di giorno insegnava ai bambini e la notte parlava ai butteri  maremmani che si riunivano intorno a lui per ascoltare parole a loro sconosciute e discorsi di “altri mondi”: erano gli anni che precedevano la guerra ’15-’18 e lui raccontava loro di Patria, di confini ingiusti, di Trento e Trieste, di Guglielmo Oberdan. Poi anche il nostro maestro Marcelli vestì la divisa militare e partì per la Grande Guerra con il grado di tenente di Fanteria. Dopo i primi durante i quali partecipò ad azioni militari, fu destinato a svolgere opera di propaganda fra le truppe e le popolazioni civili della zona di guerra: per questa sua attività gli furono conferiti tre encomi e la Croce Rossa gli assegnò perfino una medaglia d’argento. Subito dopo la guerra rimase fra i soldati, insegnando per sei anni a Pisa sia alle reclute provenienti dalle zone di Trieste, Pola, Fiume, sia ai militari del 7° reggimento Artiglieria, del 22° fanteria, della Folgore e dei Carabinieri. Diresse poi per quattro anni, un settimanale per ragazzi a Volterra e per sedici anni insegnò presso una Scuola serale per il Commercio e Ragioneria, fu poi nominato ispettore bibliografico dal Ministero della Pubblica Istruzione che lo insignì di medaglie di bronzo, argento e oro. Innumerevoli furono le lezioni che Alfredo Marcelli tenne nei suoi quasi quarant’anni di attività didattica e moltissimi gli articoli che scrisse sulla stampa. Altrettante numerose furono le lezioni che impartì a tante scolaresche, non solo pisane, ma provenienti da tutt’Italia e dall’estero, davanti ai bei monumenti cittadini, spiegando con dovizia di particolari i caratteri dell’arte pisana e le vicende storiche della città. Fra i libri da lui scritti, ne ricordiamo due: “Angoli suggestivi pisani” del 1932 e “Volo attraverso trenta secoli di storia pisana” del 1954. Nello stesso anno il Comune di Pisa lo inviò a Napoli in rappresentanza della città, al Congresso internazionale di etnografia e folclore del mare, dove attirò l’attenzione dei partecipanti grazie alla sua arte oratoria. Morì a Pisa il 23 luglio del 1963. Nel trigesimo della sua morte la famiglia volle diffondere una memoria, com’era nel suo stile e nelle sue abitudini per tutti coloro che lo conobbero: amava “parlare” ai buoni amici, nei lieti e nei tristi eventi attraverso articoli, stampe spicciole, pensieri profondi. Fu così pubblicato un ricordo di Alfredo e Roma Marcelli uniti in matrimonio per oltre 62 anni che ne mise in evidenza soprattutto il lato umano, come scrisse il giornalista Umberto Bonechi, definendo il maestro “integra figura di Uomo e di Educatore”. Fu l’ideatore e fra i soci fondatori dell’Associazione degli Amici di Pisa della quale fu il primo presidente dal 1959 al 1963, purtroppo per soli quattro anni, fino alla sua morte. Avviò, come Presidente, subito un’intensa attività rivolta sia all’aspetto critico e di stimolo per gli amministratori, evidenziando i problemi della città e dei pisani, in ogni campo o settore. Volle quest’Associazione per far sì che più persone amassero la città e, grazie a lui, moltissimi cittadini ne conobbero e ne compresero meglio la storia e l’arte. Il Maestro Marcelli intraprese molte “battaglie” a salvaguardia degli  interessi dei pisani e contro “i soprusi e le prevaricazioni” spesso volute da chi aveva “a cuore solo i propri interessi”. Creò il Sodalizio con l’entusiasmo e l’impegno che hanno animato tutta la sua vita e lasciò agli Amici di Pisa la volontà di continuare su questa strada, trovando in altri uomini, come il suo successore Renzo Paolicchi, validi prosecutori della sua opera.

Tratto da:
“L’Associazione degli Amici di Pisa. Cinquant’anni di storia della città” di Alberto Zampieri e Carlo De Santis, Pacini Editore, Pisa, Ottobre 2008.