La Madonna di sotto gli Organi

La Madonna di sotto gli Organi

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LA  MADONNA  DI  SOTTO  GLI  ORGANI

La Madonna di sotto gli OrganiPreghiera

 

Breve traccia di storia della pietà mariana

a cura di  Silvia Mori

La devozione dei pisani verso la Madonna ed i Santi si è espressa nei secoli in una miriade di modi e di iniziative. Ricordiamo la Festa dell’Annunziata come inizio dell’Anno Pisano e la dedicazione a Maria Assunta in cielo della Cattedrale un tempo dedicata a Santa Reparata. Nel più ampio ambito della storia delle manifestazioni popolari delle devozioni e della pietà mariana, per la Diocesi di Pisa, oltre al Santuario di Montenero che raffigura un punto di convergenza più generale con le altre Diocesi toscane, esiste la Madonna di Sotto gli Organi custodita in apposito altare della Cattedrale di Pisa e che costituisce il punto di riferimento straordinario per tutta la nostra Diocesi. Questa venerata effige lignea rappresenta uno dei più rilevanti aspetti del culto religioso pisano. La scritta “Pròtege Virgo Pisas” è presente nelle monete pisane, fiorino o zecchino d’oro, sotto Federico II. Le notizie circa la devozione diocesana a questa Sacra Immagine, abitualmente nascosta agli occhi dei fedeli, risalgono a molti secoli fa. Le è rimasto il nome “Madonna di Sotto gli Organi” ma in passato era stata denominata pure con altri titoli ora dimenticati: “Nostra Signora delle Grazie”che indicava l’abbondanza dei favori celesti che Essa effondeva sui suoi devoti, “l’Incognita” ovvero la gelosia con la quale per lunghi periodi di tempo veniva preclusa allo sguardo umano, “la Madonna delle Sette Colonne” indicava il luogo dove era collocata. La sua provenienza e la sua storia sono avvolte nel mistero: gli stessi cronisti pisani delle epoche immediatamente seguenti a quelli dell’arrivo a Pisa della Tavola della Madonna ovvero nel corso del XII sec., tacciono sulle sue origini anche se, fin dai loro tempi, tale Immagine era già oggetto della universale simpatia dei pisani almeno i più. Bisogna arrivare al 1600 per avere notizie in proposito. Troppo tarde forse, per convincere, ma le uniche a cui rivolgere le nostre attenzioni. Secondo Bartolomeo Beverini (1629-1686) ed un cronista pisano, Iacopo Arrosti, che scrive nel 1654, la venuta dell’Immagine della Vergine si ricollega ad uno dei tanti episodi tra Pisa e Lucca. Contro la famiglia pisana dei Caetani, padrona di sette forti castelli della Versilia, si accanivano i lucchesi per impadronirsene. Nella presa di uno di questi, del paese di Lombrici nel 1255, alcuni soldati di Pisa alleati dei Caetani, perduta ogni speranza di resistenza, si diedero una notte ad una fuga precipitosa e, per salvare dall’incendio che ardeva da ogni parte una venerata effige della Madonna, partirono trasportandola e, arrivati a Pisa, la collocarono in Duomo. La sacra immagine accrebbe però solamente il culto dei pisani alla Vergine che aveva avuto forse origine dalle relazioni marinare di Pisa con l’Oriente dove, come è noto, fervido era sempre stato il culto di Maria. Ora il popolo pisano aveva un punto di riferimento ove poter concentrare e rivolgere la sua pietà per la madre Celeste. E da questo momento la Madonna diventa la grande Patrona, la sovrana Protettrice e della sua immagine si ornano i luoghi più importanti della città. Pisa stabilisce che da una delle grandi solennità della Vergine, la festa dell’Annunziata, debba iniziare l’anno civile pisano. Ed il 15 Agosto, rappresentanti di tutte le località del dominio pisano, convergono alla città per portare il simbolico cero che, oltre ad indicare la soggezione al Comune cittadino e offerto alla Vergine, stava ad indicare la soggezione alla Madre comune. Inoltre in tale festa dai riti di donazioni, dai palii di terra e di mare, si passa a ricche e spettacolari processioni con il concorso di pratiche scenografiche alle quali partecipavano i maggiori artisti delle varie epoche. Con il “Pròtege Virgo Pisas”, il popolo pisano ha voluto mettersi sotto la protezione del grande manto della Vergine, per sempre.  Passavano però anni, generazioni, senza che occhio umano vedesse l’effige venerata della Madonna, quasi si perdeva la cognizione di quello che Essa fosse: significativo a questo proposito è che nella relazione di un cancelliere del Comune di Pisa del 1577 si parli per tre volte di questa effige in una imago Assumptionis. Ma anche se appartata e segregata, la sua venerazione si accresceva con i secoli nell’anima religiosa di Pisa. Nelle grandi solennità, nei momenti di grave dolore pubblico, quando ogni ausilio umano viene meno, i pisani sapevano di dover ricorrere a Lei, che dava spesso le grazie richieste e comunque sempre grande conforto, rassegnazione e coraggio. Anche nelle occasioni di grande gioia pubblica, il popolo si porta alla Sua effige in ringraziamento alla Santa Patrona. Così avvenne nel 1494 quando Pisa sembrò provvidenzialmente ottenere quella libertà ed indipendenza per la quale aveva tanto combattuto. Nel 1496 il Comune di Pisa per chiedere a Dio abundatiam frumenti, vuole si faccia una “ pubblica processio in qua cum magno honore et devotione feratur per civitatem tabula gloriosissime Virginis”. Il potere taumaturgico di questa Immagine si comincia a fare così forte che, il 10 gennaio 1497, la Madonna viene solennemente consacrata nella Cattedrale di Pisa. E’ da questo momento che gli scoprimenti della sacra Immagine verranno deliberati proprio in funzione delle necessità locali, per impetrare o per ringraziare di fronte a pericoli e a disastri di ogni genere (terremoti, inondazioni, pestilenze, carestie ecc.) affidando alla Vergine, prima che alla scienza o ai mezzi umani, la possibilità del ritorno ad una serena  e pacifica convivenza.

Le motivazioni attraverso i secoli e fino ai giorni nostri, che hanno determinato i grandi scoprimenti, serviranno a confermare la grande devozione e fiducia del popolo pisano alla Vergine. Durante tutto il 1600 frequenti furono le processioni in cui il popolo pisano condusse l’Immagine della Madonna: nel 1617, 1621,1647, nel 1652 per implorare la cessazione delle interminabili piogge che provocavano grandi rovine e danni, tanto al centro urbano quanto alle campagne. Otto processioni furono poi fatte nel 1630-31 vista dal fedele popolo pisano l’impossibilità di arginane in altro modo una terribile pestilenza che aveva colpito la città e i suoi dintorni: nella prima venne portata la tavola della Madonna mentre le altre si svolsero con le reliquie di altri Santi fra cui San Ranieri Patrono della città. Nel 1637 la Vergine fu invece portata in processione per invocare la guarigione dell’Arcivescovo di Pisa Giuliano de’ Medici. Per implorare un felice parto alla Granduchessa Vittoria della Rovere nel 1642 vi fu un nuovo scoprimento e la sacra Immagine portata in processione. Sventata la minaccia turca su Vienna, la maestà Cesarea vittoriosa con l’aiuto di Giovanni Sobieski, arriva il 24 settembre 1683. Vi furono pubbliche allegrezze, luminara per tutti i lungarni, altre manifestazioni nonché l’esposizione della Vergine deliberata unanimemente dal Consiglio cittadino il 26 ottobre dello stesso anno. Sotto il Governo di Pietro Leopoldo, per le riforme religiose patrocinate in quel tempo dal Vescovo Ricci, il Granduca, alto patrono delle medesime, aveva ordinato che restassero scoperte tutte le Immagini sacre. Quella della Madonna restò scoperta sempre, dal 13 dicembre 1789 all’11 giugno 1790. Fatto questo che non piacque ai pisani sembrando ad essi quasi una profanazione o meglio una dissacrazione dell’Immagine stessa. Nel 1799 la Toscana e l’Italia tutta sembrarono prodigiosamente libere dall’occupazione francese: solenni furono le esposizioni della Madonna di Sotto gli Organi e grandi le processioni in Suo onore per le strade di Pisa. Sette sono ancora gli scoprimenti dell’Immagine nella prima metà del 1800 fino ad arrivare a quella del 15 Agosto 1847 giorno in cui la Madonna di Sotto gli Organi viene incoronata con solenne celebrazione proprio nell’anniversario del terribile terremoto dell’anno prima, vigilia della Festa dell’Assunta, da cui Pisa era rimasta illesa. Nel 1852 viene implorato dai pisani un altro scoprimento della sacra Immagine perché il flagello della crittogama, che devastava i vigneti, potesse cessare. Una nota che interessa questo scoprimento è la partecipazione a questa cerimonia dei Cavalieri di Santo Stefano per l’ultima volta. Dello scoprimento dell’8 Gennaio 1870 si riporta il commento del settimanale “La Croce Pisana”: “Pisa scampata per miracolo alla straripante piena dell’Arno, che per poco non l’avvolse tutta nei suoi vortici, corse a prostrarsi davanti alla sua potente Patrona, col trasporto della più viva riconoscenza. Ma questa volta i tempi non era più quei di prima: grandi cambiamenti avevano avuto luogo nella nostra Italia e la propaganda del male iva estendendosi per le cattoliche nostre contrade. Non più il Magnifico Magistrato nelle sue nobili divise, non più l’inclito Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, non le religiose famiglie ormai disperse. Rimaneva però l’antica divozione dei pisani verso Maria e questo bastò per rendere quello scoprimento, se non il più solenne di tutti, certamente uno fra i più solenni; e con stupore degli stessi nemici della religione, esso riuscì una vera e splendida manifestazione religiosa a buon diritto tramandata ai posteri in quella iscrizione, che unitamente ai nuovi e ai ricchi adornamenti sta e starà presso l’altare della Madonna a perpetuo onore di Pisa.” In occasione di questo scoprimento vengono anche composti cinque salmi. Nel 1887 si ha una altro scoprimento della Tavola della “Madonna di Sotto gli Organi”, in ringraziamento della preservazione dal morbo del colera. Del 13 marzo è la notifica con la quale Monsignor Conte Capponi, Arcivescovo di Pisa, annuncia lo scoprimento della sacra Immagine nei giorni del 24 e 25 marzo nella Chiesa Primaziale: il 19 marzo iniziano le feste. Solenne e senza precedenti simili è lo scoprimento della Madonna di Sotto gli Organi in occasione del giubileo dell’Incoronazione del 1897 che la città prepara già da due anni prima. Eminenti predicatori si avvicendano sui pulpiti: celebri in occasione di queste feste rimangono le prediche di Padre Agostino da Montefeltro. Da “La Croce Pisana” del 7 marzo 1897  “…i pellegrinaggi sono scrupolosamente organizzati per far sì che tutti possano arrivare dinanzi all’Immagine Sacra. Sono migliaia e migliaia infatti i pellegrini che da lontano arrivano con corse di treni organizzate e che dai paesi vicini giungono a piedi, per fare maggior penitenza: solo dal paese di Calci, per citare un dato significativo, i pellegrini sono circa 1.200…”. Il 29 maggio è finalmente il giorno dello scoprimento della Sacra Tavola della Madonna: la città è animatissima e si prevede un concorso straordinario di fedeli. Ed è proprio per questo giorno che un gruppo di facinorosi, settari, nemici della religione, organizzano un grave tafferuglio all’interno del Duomo affollatissimo di fedeli. I morti sono sette: cinque donne, un bambino ed una bambina e moltissimi sono i feriti. I festeggiamenti sono sospesi temporaneamente per il grave lutto; viene officiata una Messa solenne nella Chiesa di Santa Caterina per onorare le vittime innocenti del grave episodio di fanatismo religioso. Il successivo 8 giugno viene nuovamente scoperta la Tavola della Madonna di Sotto gli Organi e ricominciano ancor più numerosi i pellegrinaggi da ogni parte della Diocesi. Ad esempio il pellegrinaggio da Genova viene per mare fino a Livorno, con un treno speciale giunge a Pisa ed ivi giunto, fra la folla di pisani festanti con la Banda di San Giorgio in testa, arriva alla Primaziale a rendere omaggio nella sua Immagine alla Regina del Cielo. La Madonna di Sotto gli organi resterà coperta fino al 1904, anno del Giubileo dell’Immacolata Concezione. E’ in tale anno che, con una Lettera Pastorale l’allora Arcivescovo Pietro Maffi annuncia il nuovo scoprimento nei giorni 13,14,15 agosto. Il 6 Marzo 1912 un furto di oggetti sacri all’altare della Madonna di Sotto gli Organi desta riprovazione e sdegno in tutta la popolazione pisana. Due giorni dopo è la Santa Pasqua e, sempre l’Arcivescovo Maffi, decide per tale occasione, un nuovo scoprimento dell’Immagine Sacra, con lo scopo di implorare da parte di tutti i pisani il perdono alla Madonna per l’avvenuto sacrilego. Dopo aver posto sul capo della Madonna e del Bambino le due corone d’oro nuove, uguali a quelle rubate, il clero le confraternite e il popolo vegliano per tutta la notte la loro Madonna in mezzo a fiumane di genti. Da questo giorno la venerata Immagine verrà preclusa a sguardo umano, chiusa nel suo segreto tabernacolo fino al 1920 anno in cui fu deliberato lo scoprimento della Tavola in ringraziamento per la fine della Grande Guerra. Dovranno trascorrere quindici anni prima di giungere ad un nuovo e solenne scoprimento. Era venuto infatti a mancare quello promesso dal compianto Cardinale Maffi per il maggio 1931 nella ricorrenza sedici volte secolare del celebre Concilio di Efeso, in cui fu proclamato Dogma di Fede la Divina Maternità della Madonna. Ed era mancato perché proprio il 1931 fu l’anno in cui Pisa, il 17 marzo, perse il suo grande arcivescovo scienziato-cardinale. Il suo successore, l’Arcivescovo Gabriele Vettori non deluse le aspettative dei fedeli. Il 2 Gennaio 1935 fu indetta un’adunanza capitolare in cui fu determinata la data dei festeggiamenti: dalla sera di Pasqua 21 Aprile alla domenica in Albis dello stesso 28 Aprile. Ai nostri giorni, con riunione Capitolare del 9 Giugno 1986, il Capitolo ha deciso che l’immagine della Madonna di Sotto gli Organi rimanga scoperta sempre. Segno che la città di Pisa è altrettanto devota alla Vergine protettrice: i tempi sono cambiati e cambiato è il modo di “sentire”. Il senso religioso è a nostro avviso oggi più profondo ed interiorizzato: non più il devoto trascinato emotivamente ai piedi della Madonna solo per impetrare grazie, quando più nulla può l’umana forza, ma l’individuo che, coscientemente, permea con la devozione alla Vergine tutta la sua vita, giorno per giorno.

 

(Da S. Burgalassi, Per una storia della religiosità pisana. Analisi socio-religiosa, Pisa, Pacini editore, 1987, pp.117-131)


PREGHIERA ALLA MADONNA DI SOTTO GLI ORGANI
Patrona di Pisa

Vergine Maria, Madre di Dio e di ogni uomo, che vegli su Pisa e la proteggi,
guarda a noi che ci rivolgiamo fiduciosi alla tua materna intercessione.
Nella Tua immagine scampata alla devastazione del fuoco e venerata con amore dal popolo pisano, Tu ci mostri Cristo tuo Figlio come via che conduce al Padre, come luce che brilla nelle tenebre, come fratello e salvatore di quanti cercano la verità e la vita.
Tu, che ti sei fidata di Dio, ci insegni ad affidarci alla sua volontà e alla sua provvidenza:
nelle nostre difficoltà donaci forza, nelle nostre angosce accresci in noi la speranza;
nei nostri dolori comunicaci la tua gioia.
Il tuo aiuto e il tuo affetto di Madre ci sostengano sulla via del Vangelo perché illuminati da Cristo luce del mondo, lo testimoniamo a quanti incontriamo sul nostro cammino e insieme rendiamo gloria a Dio che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen

Giovanni Paolo Benotto, Arcivescovo di Pisa