Santa Ubaldesca

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Santa Ubaldesca

(Immagine tratta da G. Zaccagnini, Ubaldesca, una santa laica nella Pisa dei secoli XII- XIII,  Pisa 1995, Piccola Biblioteca GISEM, 6)

Ubaldesca ebbe i natali a Calcinaia, nel contado pisano, intorno al 1146, figlia unica di genitori contadini. All'età di 15 anni entrò, come serva o penitente laica, in un monastero femminile di Pisa, nella “carraia del Gonnella” del quartiere di Kinzica (attuale via P. Gori). Nulla sappiamo della comunità che accolse Ubaldesca, tranne che era composta da quaranta religiose e che era in grave crisi finanziaria, una situazione non rara fra i monasteri di vecchia osservanza benedettina, nel momento in cui si stavano diffondendo i nuovi ordini sorti dopo il Mille.

Successivamente, quando fu acquisito dagli Ospedalieri, il monastero fu rinominato S. Giovanni, e questo avvenne prima della stesura della Vita di Ubaldesca, nella quale quindi viene ricordato con questo nome. Data l'estrema povertà del monastero la santa chiese e ottenne il permesso di questuare per le strade della città, incarico a cui si dedicò con assiduità per tutta la vita. Morì il 28 maggio 1205. Il documento più antico relativo a Ubaldesca e costituito dal citato Sermone LXXXVI dell'arcivescovo Federico Visconti, databile intorno al 1263. Alla stessa epoca risale una Vita latina, ora perduta, di cui fu fatta una traduzione in volgare nel secolo XV, pervenutaci in un manoscritto della metà del secolo XVI, dal quale dipendono tutti gli agiografi successivi.

Secondo la Vita, fin da bambina Ubaldesca mostrò un singolare fervore religioso. La sua esistenza scorreva tranquilla fra le faccende domestiche, la preghiera e le opere di carità. A quattordici anni, mentre cuoceva il pane, le apparve un angelo che la esortò a lasciare la famiglia per condurre vita di penitenza nel monastero di S. Giovanni in Carraia del Gonnella, a Pisa. Dimenticando il pane in forno, che il giorno dopo i genitori ritrovarono non bruciato ma cotto alla perfezione, chiese e ottenne di essere accompagnata in città per adempiere il comando divino. Accolta con grande festa dalle monache del monastero, subito si distinse per le virtù, le opere di penitenza, la carità con cui si adoperava per le religiose malate. La Vita riferisce due soli miracoli. Un giorno, mentre raccoglieva l'elemosina, fu colpita alla testa da una pietra caduta da una casa in costruzione. Invece della guarigione la santa chiese e ottenne da Dio che la ferita rimanesse aperta per tutta la vita, per partecipare alle sofferenze di Cristo crocifisso. Un'altra volta, mentre attingeva acqua da un pozzo, alcune donne le chiesero da bere: Ubaldesca offrì loro l'acqua del secchio, benedicendola, e subito si trasformò in vino. Quando morì le religiose di S. Giovanni la videro entrare in cielo attorniata dagli angeli festanti.

A parte il sermone del Visconti, non vi sono altre attestazioni del culto di Ubaldesca nel Medioevo. Lo sviluppo della devozione alla santa è legato all'Ordine degli Ospedalieri che, presenti in S. Sepolcro fin dal secolo XII, acquisirono il controllo del monastero di S. Giovanni agli inizi del XIII, trasformandolo in un ospizio gestito da religiose dello stesso Ordine. Nel secolo XV fu aggiunto alla redazione originaria della Vita un miracolo riguardante un priore di S. Sepolcro, Bartolo Palmieri, vissuto alla fine del XIV secolo, che aveva ricevuto una grazia dalla santa. Il beneficiario si impegnò a solennizzare la festa di Ubaldesca – segno evidente che c'era stato un sensibile calo di interesse nei suoi confronti – che fu da allora celebrata la domenica della Santissima Trinità. Ulteriore sviluppo al culto si ebbe nel 1586 quando gli Ospedalieri, che avevano trasferito la loro sede centrale a Malta (assumendo di conseguenza la denominazione di Cavalieri di Malta), ottennero una reliquia della santa, ormai associata ufficialmente al santorale dell'Ordine. Da allora, anche nell'iconografia pisana, Ubaldesca è sempre stata raffigurata con la croce di Malta sulla veste.

Il corpo di Ubaldesca, venerato in S. Sepolcro, fu riportato a Calcinaia nel 1924 per iniziativa del cardinale Pietro Maffi, arcivescovo di Pisa.

La festa si celebra attualmente il 28 maggio nella Diocesi e nell'Ordine di Malta.

Tratto da: G. Zaccagnini, I santi nuovi della devozione pisana nell’età comunale (secoli XII–XV), in Profili istituzionali della santità medievale. Culti importati, culti esportati e culti autoctoni nella Toscana Occidentale e nella circolazione mediterranea ed europea, a c. di C. Alzati e G. Rossetti, Pisa 2008 (= Piccola Biblioteca GISEM, 24), pp. 289–316 (pp.393-394)

Santa UbaldescaSanta Ubaldesca

A sinistra: Il miracolo di Santa Ubaldesca Tratto da www.teutonic.altervista.org
A Destra: Raffigurazione di Santa Ubaldesca in un affresco nella Chiesa di St. John’s Gate a Londra. Tratto da wikipedia.it