Ranieri da Rivalto

Ranieri da Rivalto

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Nipote di Giordano, Ranieri da Rivalto entrò nei frati domenicani, studiando prima a Pisa e poi a Parigi. Successivamente si dedicò all'insegnamento in diversi conventi. Erudito, canonista, teologo e ottimo predicatore, è ricordato soprattutto come autore di un'opera teologica detta Panteologia, o Somma Ranierana. Morì nel 1348, durante la grande epidemia di peste che in quel periodo flagellò il mondo occidentale. E' ricordato nella Cronaca di Domenico da Pèccioli († 1408) e negli Annales del convento di S. Caterina di Pisa. In un passo comune alle due fonti si legge che, quando stava per morire, Ranieri si alzò dal letto prostrandosi a terra, affermando che un servo non poteva morire in un letto se il suo Signore era morto in croce. Anche se fin dal secolo XV, e in diverse fonti, vi sono espressioni di ammirazione e di venerazione nei suoi confronti, non vi sono attestazioni di un culto vero e proprio. Non esiste, pertanto, una sua festa liturgica

Tratto da: G. Zaccagnini, I santi nuovi della devozione pisana nell’età comunale (secoli XII–XV), in Profili istituzionali della santità medievale. Culti importati, culti esportati e culti autoctoni nella Toscana Occidentale e nella circolazione mediterranea ed europea, a c. di C. Alzati e G. Rossetti, Pisa 2008 (= Piccola Biblioteca GISEM, 24), pp. 289–316 (p.312)