Il Battaglione universitario pisano fu uno degli elementi più significativi della battaglia di Curtatone e Montanara, combattuta il 29 maggio 1848 durante la prima guerra d’indipendenza. Il 22 marzo 1848, nell’Aula Magna della Sapienza, studenti e docenti dell’Università di Pisa decisero di sospendere gli studi e partire volontari per sostenere la guerra contro l’Austria: le commemorazioni dell’Ateneo ricordano 384 studenti e 30 docenti pisani tra i membri del Battaglione.
Sul campo, i volontari universitari non costituivano un esercito professionale: erano giovani in gran parte inesperti, inseriti nello schieramento toscano comandato dal generale Cesare De Laugier de Bellecour, affiancato da reparti napoletani. Il loro compito era presidiare il settore avanzato tra Curtatone e Montanara, davanti a Mantova, punto vulnerabile dello schieramento italiano. Qui furono investiti dall’offensiva del maresciallo austriaco Josef Radetzky, che cercava di aggirare l’esercito piemontese impegnato attorno a Peschiera.
La battaglia si concluse con il ripiegamento italiano: militarmente fu una sconfitta. Tuttavia la resistenza dei toscani, e con essi degli universitari pisani e senesi, rallentò l’avanzata austriaca e contribuì a permettere ai piemontesi di riorganizzarsi, vincendo il giorno dopo a Goito. Per Pisa, Curtatone e Montanara divenne così non il ricordo di una vittoria, ma il simbolo del sacrificio civile e patriottico di un’intera generazione universitaria, capace di trasformare lo studio in partecipazione diretta alla causa nazionale.
