Elette le nuove cariche sociali per il triennio 2012-2015
Pisa, sabato 19 Maggio 2012 -2013 in stilepisano
COMUNICATO STAMPA
“Elezioni per il rinnovo delle cariche sociali per il triennio
2012-2015: i risultati”
“Lo scorso 12 Maggio si è svolta presso la sede dell’Associazione degli Amici di Pisa l’Assemblea Generale dei Soci nel corso della quale il Presidente Franco Ferraro ha potuto tracciare il bilancio di tre anni di lavori del Consiglio Direttivo uscente. “E’ stato un triennio di grande impegno e di lavoro che ha dato frutti tangibili, in termini di sviluppo associativo, di promozione sociale degli interessi di Pisa, della cultura pisana in tutti i suoi numerosi aspetti” ha detto tra l’altro Ferraro. E’ stata data lettura dell’elenco degli appuntamenti svoltisi presso la sede sociale -su tre pagine di A4- e dei numerosi interventi stampa, partecipazioni radio-tv, convegni e conferenze, attività di relazioni istituzionali. Poi è stata la volta dell’analisi del Bilancio Sociale approvato all’unanimità.
Hanno fatto seguito le operazioni di voto per il rinnovo delle cariche sociali e lo spoglio. Risultano così eletti: Franco Ferraro (confermato), Simone Guidotti (confermato), Andrea Serfogli (confermato), Roberto Ferraro (confermato), Ilda Bertolini (confermato), Federico Bonucci (confermato), Sergio Mariotti (confermato), Daria Pasini (nuovo), Alessandro Bigagli (nuovo), Alberto Zampieri (confermato), Sergio Brondi (nuovo). Eletti anche i membri dei collegio dei revisori dei conti: Riccardo Buscemi (confermato), Giulio Pescioni (nuovo), Francesco Rubini (confermato). Tutti i candidati si sono poi ritrovati nella giornata di venerdì u.s. per l’elezione delle cariche in seno al Consiglio Direttivo. Per acclamazione sono stati eletti: Franco Ferraro come Presidente dell’Associazione, Simone Guidotti come Vice-Presidente e addetto stampa, Roberto Ferraro come Tesoriere, Sergio Brondi come Segretario, Alberto Zampieri come delegato alla Cultura Pisana, Ilda Bertolini ai Rapporti Istituzionali. Cooptati ai lavori del Consiglio Direttivo senza diritto di voto: Stefano Ghilardi, Fabio Vasarelli, Francesco Lapucci, Irene Galletti. Al termine, un moderato brindisi beneaugurante per tutti e soprattutto, a Pisa!”
IL PRESIDENTE
(DR. FRANCO FERRARO)
Campanile della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano
Pisa, martedì 15 Maggio 2012 -2013 in stilepisano
COMUNICATO STAMPA
“Campanile della Pieve di San Casciano: un altro caso di ecomostro “
“Abbiamo seguito con crescente interesse l’appello di Vittorio Sgarbi circa l’idea di abbattere il campanile della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano a San Casciano a Settimo ed a cui hanno fatto seguito decise e competenti prese di posizione da parte di esperti, storici, personalità cittadine. Non sono però state sufficientemente evidenziate le gravissime responsabilità che hanno portato all’autorizzazione -al tempo- alla costruzione dell’osceno campanile, tirato su in fretta e furia, come a dispetto. Dunque da oltre 30 anni la collettività subisce uno scempio architettonico, rimediarne è per fortuna sempre possibile: la logica e il buon senso sono le strade maestre per illuminare il da farsi.
Primo punto da chiarire: quanti soldi sono disponibili e/o reperibili? A meno di insperati miracoli -comunque possibili- e viste le difficoltà economiche a completare il campanile della Basilica di San Pietro Apostolo (San Piero a Grado) secondo un’interessantissima logica ricostruttiva “tal quale”, il nostro sodalizio prende nota anche di quanto indicato dall’ex Sovrintendente Guglielmo Maria Malchiodi di rivestire l’attuale rozzo, stupido monolite cementizio con pietre ed altri materiali coevi alla Pieve –secondo i canoni stilistici del romanico-pisano- tali da ricrearne le fattezze esterne. Seguendo la logica che portò a ricostruire la Torre Guelfa alla Cittadella nel II° dopoguerra. Già ci par d’immaginare i commenti dei soloni di turno: “ma sarebbe un falso storico!” Certo, diciamo noi, così però è assai peggio! Intendiamoci: si potrebbe fare di meglio -seguendo l’esempio di San Piero a Grado- ma i soldi di questi tempo sembrano sempre più una rarità numismatica.
Considerato tutto ciò riteniamo giusto e doveroso che, a questo punto, della questione si interessi il Ministero competente e che quanto prima si apra un cantiere per eliminare questo altro caso di ecomostro.
IL PRESIDENTE
(DR. FRANCO FERRARO)
50ma edizione della Pisa-Pavia
Martedì 15 Maggio alle ore 17 in collaborazione con l'"Accademia dell'Ussero" e il "CUS Pisa" si parlerà della 50ma edizione della Regata Universitaria Pisa-Pavia
Pista ciclabile verso Marina: sì, ma non a danno del Trammino !
Pisa, giovedì 10 Maggio 2012 -2013 in stilepisano
COMUNICATO STAMPA
“Pista ciclabile verso Marina: si’, ma non a danno del Trammino!”
“Abbiamo appreso della raccolta di firme finalizzata alla promozione della realizzazione di una pista ciclabile da Pisa verso il Litorale Pisano. E’ senz’altro un’ iniziativa apprezzabile per poter godere di un mezzo di trasporto allegro ed ecologico -la bicicletta- in un contesto ideale: dalla Cittadella fino al mare. Non possiamo però accettare l’idea che per realizzare detta pista ciclabile si costruisca sopra il tracciato del vecchio Trammino. Ancora più inaccettabile sarebbe un declassamento dell’attuale destinazione ad uso filotramviaria del sedime: un colpo mortale ad ogni speranza di riattivazione, in chiave moderna, di un collegamento tram-treno. Non riteniamo possibile il ripetersi di una miopia amministrativa-gestionale tout-court: il Trammino deve e può essere riattivato. E’ una questione di volontà politica di affrontare lo sviluppo infrastrutturale rimediando all’errore storico della prematura e infausta chiusura del Trammino. A Firenze ad esempio, la città è stata rivoluzionata in positivo dal Tram Sirio. Sono stati trovati allo scopo, ingenti finanziamenti europei, sulla falsariga dei PIUSS già intercettati da Pisa per il restauro delle mura o della pavimentazione a pietra delle vie storiche. A Pisa possiamo, se vogliamo, riattivare facilmente la linea del Trammino agganciandolo alla linea ferroviaria FI-PI in modo tale da portare anche i fiorentini direttamente sul mare, porre poi rimedio al sempre più forte e insostenibile pendolarismo su gomma da e verso il Litorale Pisano visto che tra l’altro, non possono essere aperte altre strade in quanto non previste dall’Ente Parco. E’ ovvia, ancorché logica, una seconda quanto facile scelta in chiave prospettica che proponiamo: approntare una pista ciclabile con materiali naturali parallela –e non sopra- all’attuale sedime. Non un compromesso, ma una scelta lungimirante.”
IL PRESIDENTE
(DR. FRANCO FERRARO)
Pisanità, carne da macello mediatico?
Pisa, giovedì 10 Maggio 2012 -2013 stilepisano-
COMUNICATO STAMPA
“PISANITA’, CARNE DA MACELLO MEDIATICO?”
“A qualche giorno di distanza dalla deprimente vicenda della cerimonia per i 140 anni di Marina di Pisa del primo Maggio scorso, ci sia consentita qualche riflessione. Cruda, ma reale. Come noto, ai festeggiamenti erano stati invitati gli Sbandieratori della Signoria di Firenze ma un legittimo sdegno popolare ha indotto gli organizzatori, superficiali e carichi di gravi responsabilità in merito, a tornare sui propri passi. Come successe nel 2008, con altri soggetti coinvolti.Però Pisa nel suo complesso, ha fatto una triste figuraccia: prima invita gli incolpevoli ma disponibili fiorentini, poi chiede loro di restare a casa. Manco a dirlo, gli strali di annoiati benpensanti o presunti tali, non hanno distinto il chi-come-quando-perché dell’invito e del dietrofront. Meno che meno, i soliti annoiati benpensanti si sono guardati dal capire il chi-come-quando-perché dei Pisani, dei loro gruppi storici che sono tanti, non fossero stati invitati ed alcuni trascurati e tralasciati ad una cerimonia tutta pisana! È poi vero che la Pisa che li ha invitati non è la stessa Pisa che li ha respinti -per fortuna!- ma questo dall'esterno non si vede. Anzi, si è cercato mediaticamente di abbrutire l’immagine di Pisa e dei suoi abitanti che la amano senza riserve e soprattutto senza interessi. Dobbiamo amaramente rilevare come si sia tacciato i pisani di essere ciechi campanilisti, beceri retrogradi, ecc. Eh già! E’ facile salire sempre su un carro di un presunto vincitore, facendo sfoggio di altrettanta presunta modernità e superiorità di pensiero e di apertura a nuove vedute relazionali. È un tranello in cui cadono molti pisani credendo d'apparire evoluti mentre sono culturalmente sottomessi ed omologati. Nossignori! Non è campanilismo, ma amor proprio e logica ribellarsi al giglio fiorentino e protestare per la mancanza presenza dei pisani. Non sono esaltazioni da ultras di calcio ma coerenza nella difesa, nel rispetto, nella promozione della propria identità che è anzitutto Amore con la A maiuscola per il territorio, condizione questa che tanti tromboni non hanno!Purtroppo, qualcosa di negativamente simile è accaduto anche all'Agrifiera di Pontasserchio, dove uno stand-ristorante dal nome "Specialità Toscane" presentava all’interno solo assurde gigantografie di Firenze e ricette tipiche fiorentine: come se la Toscana fosse Firenze e Firenze fosse la Toscana. Ignorando ad esempio la “bellezza” regina di Pontasserchio: la Torta co’ Bischeri. Quindi, basta con queste menzogne culturali! Che poi su questa banalizzazione culturale si permetta ad una cerimonia storica -perché anche un 140mo è un evento storico, non medievale certo, ma comunque storico- come quella di Marina partecipino fiorentini e non pisani è assurdo e blasfemo. Sappiamo tutti che la città di Firenze, a parti invertite, si sarebbe ribellata come ha fatto Pisa e anche di più. Ipocrita è negarlo. Figuriamoci se una città fieramente legata alle proprie tradizioni come Siena avesse consentito un simile oltraggio. Già, ma Pisa non è Siena, quindi si può criticare... Per non parlare poi delle vergognose questioni ancora in essere che tormentano Pisa e che provengono dal capoluogo regionale e che rappresentano un vero e proprio cappio al collo: ripetuti tentativi di scippo dell’aeroporto, depuratori ancora da completare nell’area fiorentina, copertura mediatica RAI a senso unico, ferrovie degne del terzo mondo quando a Firenze i treni tra poco sfrecceranno sottoterra a 200 km/h, gestione asfissiante e mortificante dei confini urbani di Pisa rivolti al non sviluppo, accentramento della P.A., strade fatiscenti e incomplete perché le risorse sono altrove, candidature politiche gerarchicamente e rigidamente subalterne volte al mantenimento dello status quo dello sviluppo zero. E vale per Pisa come per le altre città della costa toscana.
Senza contare il significato del giglio fiorentino nel medioevo pisano: genocidio impunito di Pisani. Fatti incontrovertibili che dimostrano che la vera campanilista è Firenze e chi la sostiene. Perché si è finto d'ignorare chi ha veramente sbagliato, ossia gli organizzatori? Perché non erano presenti gruppi pisani, a parte gli Ars Laminae di Lorenzana? Chi è stato invitato? Quanti e quali gruppi storici? Chi ha aderito? Perché non si è anche sollecitato, coinvolgendo meglio? Ci risulta che qualche gruppo pisano non ne sapesse nulla e la cosa ci pare grave. Restiamo dell’idea che, di base, non c’è a Pisa attenzione verso la qualità delle cose in via di creazione o di svolgimento. Cialtroneria chiamata eufemisticamente “trasando”.
Manca, da tempo, una regia unitaria, attenta, funzionante e proattiva che si occupi delle Feste Storiche Pisane, dal 17 gennaio (Dì di Sant’Antonio Abate) al 9 novembre (1494, inizio della IIa Repubblica Pisana) che eserciti comunque un severo "controllo di qualità" anche su eventi come l'anniversario di Marina del 1° Maggio scorso. Una sorta di direzione artistica, collegato agli assessorati competenti di Comune e Provincia, che sia sempre pronto con uomini e costumi d’epoca per rappresentare la Pisanità in ogni occasione, gli eventi e le iniziative istituzionali del Sindaco e dell’Amministrazione Provinciale, scongiurando pericolosi "vuoti" come quello del 1° Maggio ed evitando la partecipazione a dozzinali sagre paesane fuori dal territorio alfeo. Un controllo sulla qualità del Corteo del Capodanno Pisano, per esempio, come di ogni altra cerimonia: Luminara compresa. Una direzione artistica che possa contare sempre e comunque su “uno zoccolo duro”, una parte dei gruppi storici pisani (Gioco del Ponte, Corteo Storico della Repubblica Pisana, Valletti ed altri gruppi storici). Una direzione che non rimanga all'oscuro di ciò che succede, ma che garantisca l'adeguata ed armonica partecipazione a Feste, cerimonie appuntamenti, dei vari gruppi storici che esistono -non dimentichiamolo mai- per l’amore di Pisa e del suo territorio, non per la gloria dei singoli.”
IL PRESIDENTE
(DR. FRANCO FERRARO)
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