Conferenza del Dott. Mario Federighi
Conferenza del Dott. Mario Federighi
Presso la ns. sede si è svolta il giorno 24 ottobre la conferenza sulla nascita e lo sviluppo dell’Archivio Storico Federighi, notevole esempio della volontà di Mario e Federigo Federighi di salvare numerosi cimeli e documenti storici di interesse aeronautico, raccolti ovunque in Italia ed all’estero, e messi a disposizione di tutti gli studiosi dell’argomento così come dei semplici appassionati.
Mario si è trovato a lavorare su progetti di grande rilievo storico, tra cui il restauro del Gabardini e della Coda SIAI S79. Ogni componente raccontava una storia segnata dal tempo: il timone di quota era scomparso, mentre gli altri pezzi versavano in condizioni precarie, con danni estesi e visibili. Un precedente tentativo di restauro non era riuscito a ridare loro dignità.
Dopo analisi approfondite e studi di fattibilità, i proprietari e i curatori hanno deciso di affrontare un intervento lungo, delicato e complesso, con l’obiettivo di conservare il più possibile i componenti originali.
Il progetto si è sviluppato in diverse fasi: arrestare i processi corrosivi e proteggere le superfici metalliche, riparare i danni accumulati negli anni, ricostruire i pezzi mancanti e coprire parzialmente la struttura con legno e tela, seguendo fedelmente materiali e tecniche costruttive SIAI. Ogni gesto era calibrato, ogni scelta ponderata, come se il tempo stesso fosse un dettaglio da rispettare.
Il motore Gnome Gabardini, cuore pulsante dell’opera, ha richiesto particolare attenzione. La flangia interna del carter era gravemente deformata e presentava segni profondi di usura causati dagli ingranaggi in movimento. Alcune guide erano danneggiate, una addirittura distrutta; all’interno del carter di distribuzione, frammenti separati a seguito di urti erano stati catalogati e preservati con cura.
Il pacco ingranaggi, grippato, insieme alle forcelle e alle guide dello scarico, è stato smontato. Nessun altro danno evidente è stato riscontrato. Il naso del motore è stato riassemblato, mentre ogni componente rimosso è stato identificato e catalogato con precisione. Ulteriori analisi e ispezioni completeranno il percorso di restauro, restituendo al motore la sua storia e il suo fascino originario.
Ogni pezzo, ogni graffio e ogni riparazione racconta ora non solo la tecnica e l’ingegno che lo hanno creato, ma anche la cura meticolosa con cui è stato riportato alla vita. Il restauro diventa così un ponte tra passato e presente, dove la memoria si fa tangibile e il tempo sembra fermarsi, anche solo per un istante.
L’Associazione degli Amici di Pisa ringrazia il dott. Federighi per aver aderito all’iniziativa delle conferenze associative, mostrando uno spirito di collaborazione veramente non comune. Alla prossima!